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Museo storico della Liberazione - Roma

 A seguito del nuovo decreto Covid, in vigore dal 26 aprile 2021, il Museo riapre dal lunedi alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 19:00

Benemeriti del Museo

26 Luglio 2021

In questo elenco abbiamo indicato i nomi di alcune persone che dagli inizi di questo secolo abbiamo ritenuto cha abbiano meritato la gratitudine di tutti/e per avere – per motivi diversi – compiuto azioni concrete di particolare rilievo o di valore simbolico importante per sostenere il Museo e proporlo come bene culturale e luogo di memorie fondative della nostra convivenza nell’Italia repubblicana, paese libero e democratico nell’Europa libera e democratica, per la pace e la giustizia.

Alla memoria

Anna Baldinotti archivista di Stato, già residente nella Via Tasso, sorella del caduto della difesa di Roma Bruno Baldinotti, archivista e bibliotecaria del Museo, si dedicò ad esso totalmente e quasi religiosamente finché ne ebbe le forze;

Diamante Bove colonnello di amministrazione dell’Aeronautica militare, consolidò con competenza e passione l’organizzazione dell’amministrazione del Museo;

Vincenzo Colella prigioniero in Via Tasso, ufficiale deportato, insegnante, donò al Museo la sua tuta del Lager e fino agli ultimi giorni della sua centenaria vita fu partecipe delle sue attività di formazione dei giovani;

Luigi Di Gianni maestro dei documentaristi italiani, autore del documentario “Via Tasso” (1960), primo tra quelli dedicati al sito, girato a sue spese sul luogo non ancora trasformato e mostrò gli orrori della prigione al grande pubblico;

Grazia Di Veroli giovane collaboratrice e ricercatrice dell’ANED, partecipe appassionata ed instancabile nella promozione delle attività culturali e formative anche del Museo;

Dino Frisullo giornalista e militante pacifista ed ambientalista, in prima fila nel sostegno ai diritti dei rifugiati, particolarmente Kurdi (per i quali affrontò le carceri turche), indicava ad essi Via Tasso e il Museo come il luogo dal quale a Roma far partire le loro iniziative di informazione e cultura; 

Renzo Gattegna presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI), personalità di intelligenza fine e perspicace e di cultura democratica seria ed aperta, aveva in grande considerazione il Museo e – nei giorni delle grandi difficoltà finanziarie – accompagnò a Via Tasso la direttrice generale per la valorizzazione del MIBACT perché ne verificasse le necessità e prendesse decisioni concrete per sostenerlo, come poi realmente fu; 

Guido Guerra archivista di Stato e rappresentante del Ministero dell’Interno-Archivi di Stato nel comitato del Museo, garantì la continuità dell’istituzione assumendo la presidenza ad interim dopo la morte del fondatore Guido Stendardo e reggendola fino alla nomina di Paolo Emilio Taviani;

Robert Katz scrittore di grandissimo talento, conoscitore profondo della storia di Roma occupata dai nazisti, volle che il suo “Roma città aperta” fosse presentato in anteprima al Museo;

Gemma Luzzi professoressa di lettere e studiosa, affiancò e sostituì Elvira Sabbatini Paladini nel coordinamento delle attività educative del Museo, ad esse dedicando energie, capacità e profonda passione;

Teresa Mattei partigiana, costituente e parlamentare, custode della memoria di suo fratello Gianfranco, per stargli vicina, volle che la sua testimonianza per il 50° della Costituente venisse registrata a Via Tasso e non nei locali della Camera dei Deputati;

Vera Michelin Salomon prigioniera in Via Tasso, resistente e deportata, dirigente dell’ANED, considerò sempre il Museo come tappa fondamentale della sua attività culturale ed educativa;

Giuseppe Mogavero mise a servizio dell’amministrazione e organizzazione del Museo le competenze maturate in una grande azienda di comunicazione e la sua appassionata opera di ricercatore delle memorie epigrafiche cittadine della Resistenza;

Lucia Ottobrini partigiana valorosa, nella sua attività – sempre condivisa con Mario Fiorentini - ha sostenuto il Museo di fronte ad ogni pubblico e associandosi al dono di archivio, libri e raccolte di medaglie e francobolli, oltre ad una scelta di litografie d’autore;

Guglielmo Petroni prigioniero in Via Tasso, scrittore e critico, autore di Il mondo è una prigione (1949), prima opera dedicata a quel luogo, alta e sobria espressione dell’orrore della violenza oppressiva e della tragedia subita dalle vittime;

Maria Teresa Regard partigiana valorosa e prigioniera in Via Tasso, come rappresentante dell’ANPI nel Comitato che amministra il Museo, ha impegnato le sue energie intellettuali per trasmetterne alle giovani generazioni i messaggi etico-civili;

Massimo Rendina partigiano comandante Max, giornalista e dirigente RAI, presidente dell’ANPI di Roma, considerava e proponeva Via Tasso e il Museo come tra i luoghi imprescindibili dell’azione culturale e formativa;

Giulio Spallone giovane detenuto politico durante il fascismo, partigiano, parlamentare, è stato presidente dell’ANPPIA seguendo da vicino l’attività del Museo al quale attribuiva un ruolo decisivo nella formazione delle giovani generazioni;

Raimondo Ricci partigiano e deportato, avvocato, parlamentare e presidente dell’ANPI, con Gianfranco Maris e Giuliano Vassalli, prese l’iniziativa contro l’approvazione della norma promossa dai ministri Calderoli e Tremonti per la soppressione del Museo e di altri istituti della memoria resistenziale come enti pubblici inutili;

Gianfranco Maris partigiano e deportato, parlamentare, avvocato e presidente dell’ANED, con Raimondo Ricci e Giuliano Vassalli, prese l’iniziativa contro l’approvazione della norma promossa dai ministri Calderoli e Tremonti per la soppressione del Museo e di altri istituti della memoria resistenziale come enti pubblici inutili;

Giuliano Vassalli prigioniero in Via Tasso, partigiano, professore universitario, parlamentare, ministro e presidente della Corte costituzionale, con Raimondo Ricci e Giuliano Vassalli, prese l’iniziativa contro l’approvazione della norma promossa dai ministri Calderoli e Tremonti per la soppressione del Museo e di altri istituti della memoria resistenziale come enti pubblici inutili.

Viventi

Antonio Albanese dottore commercialista, nell’ambito dello Studio associato con il dott. Pierfrancesco Moratti, si è sentito coinvolto ed impegnato, con grande professionalità, per dare al Museo una organizzazione amministrativo-contabile adeguata, efficiente ed aggiornata rispetto a prescrizioni e procedure, non sempre lineari;

Giovanna Boda direttore generale del MIUR, ha compreso le gravi difficoltà che il Museo viveva in un momento particolarmente critico ed ha operato concretamente e con impegno per fargli superare le difficoltà e farlo conoscere nel mondo scolastico;

Nicoletta Cardano storica dell’arte, studiosa di grande qualità e finezza, funzionaria di Roma Capitale già incaricata della cura dei beni culturali comunali dell’Esquilino e Castro Pretorio contribuì in maniera rilevante all’affermazione del Museo nell’opinione pubblica promuovendo memorabili mostre e altri eventi culturali;

Ascanio Celestini autore, regista e attore teatrale, ha esordito nel novembre 2001 al Museo con letture della memoria e poi vi è tornato per l’anteprima della sua opera L’ordine è già stato eseguito, ispirato a Sandro Portelli, girandone all’interno del Museo la versione cinematografica; 

Raffaele D’Agata professore ordinario di storia contemporanea, da circa un decennio, con costanza e puntualità, corrisponde regolarmente ogni mese un contributo per il sostegno economico al Museo;

Alessio D’Amato consigliere regionale, infaticabile sostenitore del Museo, che in momenti non facili sostenne promuovendo provvedimenti di erogazioni di risorse a suo favore ed iniziative di sostegno di attività sulle sue tematiche;

Georges de Canino maestro di pittura, artista di grande personalità e sensibilità, con la sua generosità e con il suo impegno artistico, culturale e civile, si è fatto portavoce e interprete delle memorie dei perseguitati, dei torturati e degli uccisi, contribuendo alla decisa affermazione del triste palazzo di Via Tasso 145, come luogo privilegiato della memoria di Roma contemporanea e della lotta – con armi e senza – che la sua popolazione aveva opposto alla violenza e alla repressione nazista;

Modestino De Angelis tecnico televisivo, figlio di Gerardo, cineasta ucciso alle Fosse Ardeatine, è da oltre un ventennio l’asse portante della comunicazione educativa, scolastica e non, che porge ai giovani e le ragazze con grande fascinazione;

Serena Di Nepi giovane studiosa di storia moderna, animatrice di un gruppo di giovani della Comunità ebraica di Roma che chiamò la popolazione a reagire e far sentire la propria voce, l’8 dicembre 1999, contro la provocazione neofascista e antisemita messa in atto il 23 novembre con l’attentato al Museo;

Carla Di Veroli militante politica e rappresentante istituzionale, nella sua attività ha sempre posto in primo piano la memoria della Resistenza e della deportazione, con un impegno particolare nei riguardi di Via Tasso e del Museo

Maria Letizia Dosi figlia ed erede del dott. Giuseppe Dosi, funzionario di PS che nel 1944 salvò dalla distruzione la documentazione di Via Tasso e Regina Coeli e fu tra i fondatori dell’INTERPOL, per aver riunito le diverse sezioni dell’archivio del padre in possesso dei familiari per donarle al Museo, 

Emanuele Fiano parlamentare erede dell’impegno paterno contro fascismo, razzismo e intolleranza, per la libertà e la democrazia, fece sua e trasformò in proposta parlamentare approvata l’iniziativa contro l’approvazione della norma promossa dai ministri Calderoli e Tremonti per la soppressione del Museo e di altri istituti della memoria resistenziale come enti pubblici inutili;

Mario Fiorentini partigiano valoroso e matematico insigne sul piano internazionale, nella sua attività – sempre condivisa con Lucia Ottobrini - ha sostenuto il Museo di fronte ad ogni pubblico e ad esso ha donato il suo archivio, i suoi libri e le sue raccolte di medaglie e francobolli, oltre ad una scelta di litografie d’autore;

Giovanna Gentile Valori docente di inglese, decana delle amiche impegnate nelle visite soprattutto delle scuole esemplare per il garbo e la qualità delle esposizioni e nella capacità di coinvolgimento soprattutto per giovani e ragazze non italiani; 

Agnese Ginocchio cantautrice e militante nonviolenta per la pace, l’ambiente e i diritti umani, presente in tutte le piazze “calde” delle lotte popolari nella Terra di Lavoro e in tanti altri luoghi della Campania, è stata con il Museo negli anniversari più importanti dell’Unità d’Italia e della Resistenza e si è stretta ad esso nei momenti difficili della lotta per la sopravvivenza.

Ornella Giustini funzionaria del MIBACT incaricata come revisore dei conti del Museo, per oltre un decennio interpretò il suo ruolo anche come quello di consulente per il miglioramento degli strumenti amministrativo-contabili come condizione per rafforzarne l’attività. Come scultrice ha fatto dono al Museo di un’opera, “Paura” che interpreta ciò che Via Tasso ha storicamente generato in molti;

Gianluca Lanzi giovane studente ed attivo militante, fu promotore di iniziative formative e culturali da parte dei Giovani Democratici e di notevole sostegno finanziario al Museo diffuse nell’intera realtà territoriale romana in occasione delle difficoltà finanziarie attraversate alcuni anni or sono;

Lucrezia Lo Bianco regista e ricercatrice, con professionalità, spirito volontaristico e impegno civile, con l’apporto delle voci dei testimoni, ha descritto in un documentario il passaggio di Via Tasso da carcere nazista a Museo storico della Liberazione; 

Paolo Masini esponente politico capitolino amico del Museo storico della Liberazione, che ha sempre sostenuto nella sua attività non solo come rappresentante istituzionale ma favorendone la conoscenza e indirizzando ad esso associazioni e gruppi locali, giovanili e non solo; 

Pasquale Melchiorre giornalista e professore di lettere, come responsabile di Radio Popolare Roma, ha dato rilievo particolare all’informazione relativa al Museo, alle sue vicende e alle sue iniziative;

Pierfrancesco Moratti dottore commercialista, nell’ambito dello Studio Associato, con il dott. Antonio Albanese, si è sentito coinvolto ed impegnato, con grande professionalità, per dare al Museo una organizzazione amministrativo-contabile adeguata, efficiente ed aggiornata rispetto a prescrizioni e procedure non sempre lineari;

Ernesto Nassi dirigente e poi presidente dell’ANPI di Roma e provincia, ha sostenuto il Museo e lo ha proposto alle sezioni tra i luoghi imprescindibili dell’azione culturale e formativa;

Micaela Procaccia archivista di Stato dirigente, studiosa della storia e delle memorie ebraiche, anche audiovisive, ha realizzato la sala sulla persecuzione degli ebrei romani ed ha collaborato alla realizzazione della manifestazione popolare dell’8 dicembre 1999 per reagire all’attentato antisemita e neofascista al Museo del precedente 23 novembre;

Michele Rech (Zerocalcare) scrittore e disegnatore militante, autore di opere a fumetti ed altre sui temi più coinvolgenti della problematica sociale e giovanile e sull’antifascismo, in occasione del 60° anniversario dell’inaugurazione del Museo fece ad esso dono di una tavola originale “Liberati a Via Tasso”

Riccardo Sansone redattore di “RaiStoria”, nell’ambito della sua attività di ricerca sulla Resistenza a Roma, ha dato rilievo centrale a Via Tasso e al Museo e si è particolarmente impegnato nel promuovere in molteplici luoghi e ambienti diversi il sostegno economico di esso negli anni della sua crisi finanziaria.