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Museo storico della Liberazione - Roma

 A seguito del nuovo decreto Covid, in vigore dal 26 aprile 2021, il Museo riapre dal lunedi alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 19:00

La scarsa igiene

Dopo lo sbarco di Anzio avvenuto il 22 gennaio, gli uomini della Resistenza, fiduciosi che l’esercito alleato giungerà presto a Roma, allentano le misure di prudenza e si muovono con meno circospezione; contemporaneamente la pressione nazista si fa più forte e vengono compiuti più arresti tanto che via Tasso si riempie di prigionieri. Il medico Rodosindo Cardente, chiamato in data 19 febbraio dalle SS per curare un foruncolo in suppurazione a un detenuto, constatata l’insufficiente circolazione d’aria, riesce a far aprire in ciascuna cella una finestrella in alto, a cui verrà applicata la bocca di lupo. Oltre a ciò ottiene che ogni cella sia dotata di una lampadina accesa e che sia collocato un aspiratore centrale in alto sul soffitto della tromba delle scale. Viste le gravi condizioni di alcuni, tra cui il colonnello Montezemolo, chiede personalmente a Kappler che siano portati in ospedale, ma la sua richiesta non viene accolta. L’opera del medico continua due volte a settimana fino alla liberazione.