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Museo storico della Liberazione - Roma

 A seguito del nuovo decreto Covid, in vigore dal 26 aprile 2021, il Museo riapre dal lunedi alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 19:00

Life in the busy city

Per nove mesi Roma soffre un’occupazione durissima. Protagonisti della vita quotidiana sono la fame, il freddo e la paura. 

La fame attanaglia la città già provata da tre anni di guerra. Gli occupanti fanno razzia di viveri e di tutto ciò che serve per le proprie truppe e controllano la distribuzione degli alimenti al fine di affamare ulteriormente i romani. Ciò che rimane non è sufficiente per la popolazione, i generi di consumo sono tutti razionati e si possono acquistare soltanto con le “tessere annonarie”.

Il freddo è intenso. Le cronache di quei mesi raccontano di un inverno rigidissimo, con le temperature che arrivano sotto lo zero e le fontane ghiacciate. Manca il materiale per riscaldare le case, in quanto i rifornimenti sono requisiti dal comando tedesco per uso bellico o per riscaldare le caserme dove sono alloggiati i soldati della Wehrmacht e le SS.

La paura è il sentimento dominante sia per i romani, che in qualsiasi momento possono essere fermati anche solo per un semplice controllo, sia per gli occupanti, in quanto ogni soldato sa di essere sempre sotto tiro, minacciato da una popolazione ostile.

I fascisti, che all’indomani del 25 luglio sembravano scomparsi, collaborano con i nazisti, così Roma è piena di spie che denunciano i concittadini ai tedeschi. Alcuni fascisti, che avevano fatto parte della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, si organizzano in bande alla ricerca di antifascisti che arrestano e torturano, come è il caso della banda Koch , che da gennaio 1944 stabilisce il suo quartier generale nella pensione

Oltremare in via principe Amedeo e poi dalla metà di aprile nella pensione Jaccarino in via Romagna.
I servizi pubblici e l’amministrazione della città devono continuare sotto il controllo degli occupanti. Vige il coprifuoco dalle 18 di sera fino alle 6 della mattina; i tram spesso si fermano per le interruzioni di energia elettrica; in conseguenza dei bombardamenti si interrompono i servizi idrico ed elettrico; il gas, quando c’è, viene erogato nelle case per poche ore al giorno.

La città è anche minacciata dai rastrellamenti che improvvisi piombano in una strada, un palazzo o un quartiere per catturare gli uomini. Sono la reazione tedesca per la mancata risposta dei romani ai bandi di arruolamento per il lavoro obbligatorio sulle linee del Fronte o in Germania.