Da carceri a musei

La libertà privata e la memoria pubblica ritrovata al tempo dell’estinzione del testimone 

Le dittature nazifasciste affermatesi in Europa tra la prima e la seconda guerra mondiale hanno eliminato le libertà individuali e collettive. In questo senso, l’aggettivo “privata” del sottotitolo si riferisce sia alla privazione, sia alla dimensione individuale dell’esperienza.

La soppressione delle libertà più elementari, con la radicalizzazione dei totalitarismi e la guerra, si è trasformata in un fenomeno più esteso, organizzato e letale per migliaia di persone, fino ad assumere proporzioni di massa.

Diversi luoghi sono stati adattati o ideati a seconda delle funzioni ritenute necessarie alla macchina della repressione. Detenzione, esilio, concentrazione e assassinio hanno scandito le vicende dei siti e delle persone. Tra queste, il carcere di Via Tasso a Roma e decine di altre in Italia.

Negli anni successivi al 1945, esse hanno subito una profonda risemantizzazione, divenendo centri museali e luoghi della memoria, oltre che oggetti di ricerca.

Si confronteranno, dunque, alcuni di questi luoghi per approfondire gli itinerari della valorizzazione più recente e l’attenzione riservata alle strategie di coinvolgimento del pubblico contemporaneo.

Siamo ancora nell’ “era del testimone” o, con l’estinzione definitiva della generazione direttamente coinvolta nella guerra, anche le narrative stanno cambiando? E come?

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Informazioni

Dove
Museo storico della Liberazione
Via Tasso, 145 – 00185 Roma

Quando
5 febbraio 2026
Ore 11.00 – 17.00

Ingresso libero