La lettera del Prof. Dr. Ralf Georg Czapla

 

Prof. Dr. Ralf Georg Czapla

Germanistisches Seminar

Universität Heidelberg

Hauptstr. 207-209

D-69117 Heidelberg

 

IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE

Ricordi di un luogo della memoria

Quando ho visitato il Museo Storico della Liberazionedi Roma per la prima volta, ero ancora studente. La mattina eravamo con la classe alle Fosse Ardeatine. Dato chel'incontro con questo memoriale era stato per noi molto intenso, il pomeriggio ci fu lasciato a disposizione. Il mio docente, che accompagnava la nostra scolaresca, mi ha fatto notare il Museo Storico. Poiché nessuno mi voleva accompagnare lì, mi sono recato da solo in Via Tasso, che si trova vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano e alla Scala Santa. Era il 1982. Il 3 Marzo, era morto Guido Stendardo, un ex partigiano e bibliotecario che aveva fondato il museo nel 1955 e la cui realizzazione era stata riconosciuta come istituzione statale nel 1957. Da lui proviene anche la prima guida del Museo, apparsa nel 1965 presso l’editore Staderini a Roma. Oggi il nome Guido Stendardo è stato attribuito alla Biblioteca del Museo Storico.

In quel pomeriggio, mentre da solo attraversavo gli spazi del MuseoStorico– avevo avuto bisogno di suonare il campanello per farmi aprire– ho capito cosa significava il nazismo. Ero in un ex appartamento che era stato trasformato dai nazisti in una prigione per ebrei, comunisti e partigiani. La finestra era murata. Nelle pareti delle celle, i prigionieri avevano lasciato messaggi per i loro cari scritti con le unghie, prima che li uccidessero: parole di addio, speranza e amore, che erano convinti di essere più forti della morte.

Il Museo Storico della Liberazione, che conserva il ricordo della Liberazione di Roma dall'occupazione tedesca, è per me uno dei monumenti più importanti del mondo. Si tratta inoltre di un luogo di dialogo politico e di dialogo culturale. Dal 1982 ho sempre visitato il Museo. Ogni volta mi sono sbalordito di fronte ai crimini commessi dai tedeschi sulla popolazione civile italiana. Per secoli i tedeschi sono andati in Italia per formarsi ai monumenti dell'antichità. Amavano il paese. Hanno goduto l'ospitalità delle persone e hanno cercato il riposo al sole d'Italia. Nel settembre 1943, però, i tedeschi erano venuti in Italia conl'intenzione di uccidere. Portavano i simboli e i distintivi della Wehrmacht e delle SS sulle loro uniformi ed hanno voluto vendicarsi per la caduta di Mussolini e la rottura dell' Asse Berlino-Roma.

In una delle mie visite ho incontrato Antonio Parisella dal 2001 presidente del MuseoStorico. Antonio è nato il 25 Aprile 1945, il giorno della Liberazione dell’Italia. Fino ad otto anni fa, egli ha insegnato la storia della società contemporanea e la storia die movimenti politici all' Università di Parma. Appartiene a quegli studiosi di cui dico che avrei voluto studiare con loro, perché non sono un esempio solo come studiosi, ma anche come persone. Nel corso degli anni, mi è diventato amico e in qualsiasi momento posso chiedere a lui se voglio sapere qualcosa sulla storia della Resistenza e del suo consiglio posso fidarmi. Il suo instancabile lavoro, sia per la memoria storica che per la democrazia e la giustizia, mi rende umile. I suoi lavori sono opere indispensabili. Alcuni di essi sono nel mio laboratorio e sono un importante aiuto per il mio lavoro scientifico.Vi ringrazio per questa amicizia, che rende il mio legame con il Museo Storico ancora più stretto.

logo mibactlogo regione laziologo comune roma