La lettera del Prof. Dr. Ralf Georg Czapla

 

Prof. Dr. Ralf Georg Czapla

Germanistisches Seminar

Universität Heidelberg

Hauptstr. 207-209

D-69117 Heidelberg

 

IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE

Ricordi di un luogo della memoria

Quando ho visitato il Museo Storico della Liberazionedi Roma per la prima volta, ero ancora studente. La mattina eravamo con la classe alle Fosse Ardeatine. Dato chel'incontro con questo memoriale era stato per noi molto intenso, il pomeriggio ci fu lasciato a disposizione. Il mio docente, che accompagnava la nostra scolaresca, mi ha fatto notare il Museo Storico. Poiché nessuno mi voleva accompagnare lì, mi sono recato da solo in Via Tasso, che si trova vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano e alla Scala Santa. Era il 1982. Il 3 Marzo, era morto Guido Stendardo, un ex partigiano e bibliotecario che aveva fondato il museo nel 1955 e la cui realizzazione era stata riconosciuta come istituzione statale nel 1957. Da lui proviene anche la prima guida del Museo, apparsa nel 1965 presso l’editore Staderini a Roma. Oggi il nome Guido Stendardo è stato attribuito alla Biblioteca del Museo Storico.

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25 Aprile 75° Anniversario Liberazione1

La mostra "Roma Prigioniera" ricostruisce i diversi momenti dell’occupazione tedesca  dal settembre 1943 al giugno 1944, con particolare attenzione agli aspetti della vita quotidiana e alla storia dell’edificio di Via Tasso
 
 

Osserviamo il pannello intitolato “Un’estate rovente”. Le città industriali del nord scioperano per il pane, i bombardamenti e protestano contro l’inflazione. Con i numeri 1 e 2 vediamo l’immagine degli operai di Sesto San Giovanni e un’edizione de “l’Unità” dedicata allo sciopero di 100.000 lavoratori torinesi. Nel frattempo la Sicilia è invasa dagli angloamericani: nelle immagini 3 e 4 vediamo mezzi da sbarco e la famosa foto di Robert Capa di un contadino che indica la strada ad un militare. Il 19 luglio un bombardamento colpisce lo scalo merci e il quartiere operaio di San Lorenzo, come si evince nelle immagini 5, 6 e 7. Questi avvenimenti sfociano nella riunione del Gran Consiglio del fascismo nella quale si chiede al re di togliere il comando militare a Mussolini, come si evince nella figura 8. Intanto un altro bombardamento, quello del 13 agosto, si abbatte sui quartieri Prenestino, Casilino e Tuscolano come documentato da foto 9-10-11. Il nuovo governo, guidato al generale Pietro Badoglio, accetta allora la resa senza condizioni diffusa a Radio Algeri dal generale Eisenhower. Al numero 12 alcuni giornali annunciano la firma dell’armistizio dell’Italia con gli angloamericani.

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Lettera della nonna ebrea Jole Bassan di Elisabetta Lecco

 

 

lnvio al Museo storico della Liberazione di via Tasso la lettera che mia nonna ebrea, Jole Bassan, scrisse a mio padre Alberto Lecco nei giorni immediatamente successivi alla liberazione.        

29 . 4. 1945

 

 

Gioia mia d'oro,

Giornate di gioia. Indimenticabili. Tutti si abbracciano. Sfoggio il cappotto rosso!. Rossa e risplendente l'anima mia! Ma questa gioia sarà  veramente completa quando ci sarai tu.! Attendo di vederti. Vieni presto presto!!!

Ronzinante scavalca montagne e fiumi e laghi e ancora montagne per portarmi il mio Alberto, la mia gioia d'oro.  Ieri io e Annalisa ci siamo abbracciate

Che giornate! "Va pensiero sull' ali dorate..." cantano i patrioti. Io canto con loro questa melodia tanto significativa per me. Piango tutta la mia gioia che attende. Pare impossibile. Non vedere più tedeschi!

Poter aprire la porta senza paura! Poter urlare! Scema Israel! Poterti dare un bacio e chiamare per nome: Alberto e dirti che sono la tua mamma

Ti stringo forte al cuore a rivederci presto presto presto
LA MAMMA

Un saluto
Elisabetta Lecco

Auguri da Agnese Ginocchio

 

Da Agnese Ginocchio: Buon Compleanno al Museo con il mio brano dal titolo:

"L'Italia che vorrei.."

 

Movimento Pace<This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.;

 

 

L' Italia che vorrei..(Canzone dedicata al 150 Unita Italia)

Buon Compleanno al Museo con il mio brano dal titolo: "L'Italia che vorrei.."

 

Un grande e affettuoso saluto al Presidente Antonio Parilessa e a tutti voi.

 

Agnese Ginocchio, cantautrice  e attivista per la Pace

 

 https://www.youtube.com/watch?v=RfMbBoK0FWo

Irene Salvatori

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Buon compleanno Museo storico della Liberazione!

1955-2020.

I musei sono “contenitori” architettonici, molto spesso grandiosi e di eccezionale bellezza. Abbagliano gli occhi dei visitatori, stupiscono, meravigliano e incantano. Il Museo storico della Liberazione è di altro tipo. Contenitore e contenuto coesistono in un unicum irripetibile. Non è la bellezza di un’architettura o di un reperto che accoglie il visitatore, ma un abisso, un tuffo nella profondità della coscienza. Cosa fosse l’edificio di Via Tasso è noto a tutti; il palazzo fu la sede del carcere nazista nella Roma occupata, nella mistificazione ipocrita di una “città aperta” che strinse per nove mesi la Capitale tra orrore, terrore e fame. Ma Roma e i romani resistettero, sopravvissero, ma soprattutto lottarono e il 4 giugno 1944, con l’arrivo delle truppe alleate, la città e il carcere furono abbandonati dai nazisti. 1955-2020: due date e due momenti significativi. La prima la conversione di una parte dell’edificio a museo, la seconda è l’oggi, il presente che non dimentica, ma anzi celebra il passato di una città, di un’intera generazione. Unicum irripetibile: sì, accade qualcosa di unico al museo. In queste stanze, davanti ai nostri occhi, mentre guardiamo le stanze/celle, quando il nostro sguardo si sofferma sugli oggetti esposti, nel momento in cui leggiamo i graffiti dei prigionieri che vi furono rinchiusi, ecco è là che sentiamo il tuffo al cuore. Memoria e storia, si fondono e intrecciano, questa è l’unicità della quale, istante dopo istante, l’osservatore acquista consapevolezza. Ci si sente storditi e spiazzati. “Ma allora è tutto vero!” “Oddio ma ci sono finiti tutti qua dentro, giovani, vecchi, civili, militari, donne” “Guarda, i giornali clandestini… e la camicia di Montezemolo dalle Fosse Ardeatine, e il pane di Ignazio Vian, pensa che il mio liceo aveva il suo nome, non lo sapevo…” “Questo ragazzo, Orlando, ha compiuto 18 anni qua dentro” “Quando il tuo corpo non sarà più…”. Ma il museo è molto altro, il museo è la storia che racconta e insieme ad essa la memoria di coloro che, nel tempo, hanno donato i ricordi dei propri cari là rinchiusi. Il museo è una piccola, discreta ma determinata comunità, di uomini e donne che lavorano e fanno volontariato, perché il ricordo non svanisca, stretti intorno alla guida del professor Antonio Parisella.Auguri museo e auguri a voi tutti, che accogliete con il sorriso i vostri ospiti e che, con gentilezza e competenza, vi adoperate perché in noi rimanga salda la conoscenza di quegli ideali che guidarono gli uomini e le donne protagonisti della Resistenza e della Liberazione di Roma. 

Ritagli di giornale del 5 giugno 1955 da Pasquale Melchiorre

L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO DI VIA TASSO: SABATO  4 GIUGNO 1955

I QUOTIDIANI DI DOMENICA 5 GIUGNO 1955

 

  Il 4 giugno 1955 è sabato. La giornata comincia di buon ora al Quirinale con il cerimoniale già pronto a scandire l’unico impegno della mattinata del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, eletto poco più di un mese prima il 29 aprile. Per  questa data, infatti, è programmata l’inaugurazione ufficiale del “Museo storico della Lotta di  Liberazione” a Via Tasso, 145.

  Si tratta di una delle prime uscite pubbliche e di uno dei primi impegni ufficiali del nuovo Presidente della Repubblica.  Sono passati undici anni dalla Liberazione di Roma, il 4 giugno 1944, e poco più di undici dalla Liberazione del paese dalla ferocia nazifascista,  il 25 aprile 1945.

 Questo il programma ufficiale della mattinata documentato dall’Archivio del portale storico della Presidenza della Repubblica. 

https://archivio.quirinale.it/aspr/diari/EVENT-002-001498/presidente/giovanni-gronchi

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